Sostanze Tossiche nei Liquidi per Sigarette Elettroniche?

In occasione dell’European Respiratory Society (Ers), un congresso mondiale che si terrà dal 7 al 9 settembre in forma virtuale, alcuni studiosi statunitensi hanno portato avanti uno studio che sta destando non poche polemiche.

Gli autori in questione sono Hanno Erythropel (ricercatore di chimica all’Università di Yale) e di Sven-Eric Jordt (docente di Farmacologia, anestesiologia e biologia del cancro della Duke University), i quali hanno provveduto alla diffusione di un apposito comunicato stampa con la spiegazione dei risultati della loro ricerca.

Nel dettaglio, l’equipe si è concentrata sullo studio degli aromi contenuti nei liquidi per le sigarette elettroniche; è stato osservato infatti come possano originarsi delle sostanze tossiche nel momento in cui tali elementi entrano in contatto con i diluenti utilizzati, ossia la glicerina vegetale e il glicole propilenico.

L’effetto negativo derivante dalla combinazione tra queste sostanze è rappresentato soprattutto dal danneggiamento delle cellule che si trovano nei tessuti che rivestono i bronchi.

Al riguardo, il professor Jordt spiega che “l’irritazione derivante dall’inalazione delle sostanze considerate nello studio determina l’attivazione dei recettori sensoriali e di conseguenza può aumentare la frequenza cardiaca; inoltre, se si tratta di persone già predisposte o con uno stato di salute già compromesso, si può assistere all’insorgenza di effetti come pressione sanguigna più alta del normale, battito irregolare, maggiori secrezioni nasali, tosse e difficoltà respiratorie.

Pertanto, da come si può leggere nel comunicato stampa, l’inalazione di tali liquidi (specialmente quelli caratterizzati da aromi dolci e fruttati) ha un effetto dannoso sul metabolismo e sulle cellule polmonari.

Lo studio procede con una seconda presentazione, illustrata da Erythropel e incentrata sui liquidi al gusto di vaniglia, di menta e di mango prodotti dall’azienda americana Juul e messi a comparazione con gli altri composti distribuiti in commercio negli stessi Stati Uniti, in Canada, in Francia, in Italia e nel Regno Unito.

Lo studio ha evidenziato che in questi ultimi casi è presente una quantità minore di nicotina, dato che le aziende sono tenute a rispettare il limite di 20 mg/ml stabilito da una direttiva europea in merito ai derivati del tabacco.

Tra i prodotti comparati sorge anche un’altra differenza: i liquidi distribuiti in Europa contengono una minore quantità di aromi rispetto a quelli americani e per il liquido alla menta in particolare, la minore presenza di mentolo è sopperita dall’impiego del WS-3, un agente sintetico di cui non si conosce molto.

In base a tali risultati allora, il presidente dell’Advocay council dell’Ers Jørgen Vestbo ha confermato che di fatto le sigarette elettroniche non possono essere assolutamente considerate un’alternativa più sicura delle sigarette al tabacco e che sono dannose al pari di queste.

Sebbene i risultati di questa ricerca confermino ciò che già si sospettava a livello sociale, una parte del mondo scientifico non è concorde. In particolare, un docente di Medicina e Terapia Cardiovascolare dell’Università di Dundee, Jacob George, ha condotto uno studio che evidenzia la produzione di alcuni benefici a livello cardiovascolare se si passa dal fumo tradizionale al vaping.

Il professore critica i risultati dei suoi colleghi in quanto si tratta di accertamenti effettuati sulle cellule in vitro e non direttamente sull’uomo e pertanto rappresentano un’argomentazione debole da sostenere.

Inoltre, sulla minore presenta di aromi e nicotina delle sigarette europee rispetto a quelle americane, il professore sottolinea in ogni caso la poca sicurezza di ogni sostanza diversa dall’ossigeno che si va ad inalare, ma che sulla base si un rischio comparativo, le sigarette elettroniche contengono comunque 8000 sostanze chimiche in meno rispetto a quelle tradizionali al tabacco.

A sollevare ulteriori dubbi sullo studio Erythropel-Jordt è anche Nicholas Hopkinson, direttore della British Lung Foundation e responsabile di Medicina Respiratoria all’Imperial College di Londra.

Sebbene il professore convenga sulla necessità di monitorare le concentrazioni di questi liquidi, sostiene però che la ricerca non considera le concentrazioni del fumo di sigaretta, rispetto alle quali comparare tali risultati.

Inoltre, Hopkinson aggiunge che errato pensare che le sigarette elettroniche siano completamente sicure, ma certamente sono meno pericolose del fumo di tabacco poiché le sostanze tossiche di quest’ultimo sono presenti in misura molto bassa o sono del tutto assenti in questi nuovi dispositivi.

Pertanto, coloro che passano dal fumo allo svapo possono trarne un importante beneficio per la salute, come un minore rischio di sviluppo del cancro e un miglioramento della funzione dei vasi sanguigni in particolare.

Per il lungo termine però, il consiglio è sempre quello di riuscire a smettere totalmente anche con lo svapare, dal momento che sussiste in ogni caso un qualche rischio riconnesso all’inalazione dei liquidi per le sigarette elettroniche, anche se minore rispetto al fumo.

una collezione di sigarette elettroniche

FABIO ROMANDI

Sono affascinato dal mondo delle sigarette elettroniche e di metodi alternativi al fumo tradizionale. Da anni ricerco e mi tengo informato sull’argomento e ci tengo a condividere questo sapere con gli altri tramite questo portale.

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