Smettere di Fumare fa Davvero Rigenerare i Polmoni?

Smettere di fumare il prima possibile è ovviamente la scelta migliore che un fumatore possa fare.

Tuttavia, a trarre beneficio di tale scelta potranno essere anche i fumatori incalliti che decideranno di smettere di fumare dopo parecchi anni.

A confermarlo sono soprattutto gli specialisti che ogni giorno documentano ed analizzano quelli che sono i progressi raggiunti dagli ex fumatori.

Ad accreditare questo studio si vanno ad aggiungere anche quelli che sono i dati di laboratorio raccolti da un team di ricercatori inglesi che, dopo svariati anni di indagini, hanno scoperto come negli ex fumatori le cellule epiteliali dei bronchi – una volta rigenerate – sono capaci di cancellare la maggior parte delle mutazioni determinate dalle oltre 60 sostanze cancerogene prodotte dal fumo della sigaretta.

Si tratta quindi di un processo in grado di ridurre sensibilmente il rischio di contrarre il tumore al polmone.

Smettere di fumare dopo tanti anni offre dei benefici?

Per smettere di fumare definitivamente si possono sfruttare soluzioni o metodi alternativi?

I ricercatori dell’University College London e del Wellcome Sanger Institute sono riusciti a sequenziare i genomi di oltre 600 colonie di cellule prelevate, attraverso broncoscopia, da 16 individui composti da: bambini, non fumatori, ex fumatori e fumatori.

Tale confronto ha permesso di svelare un’alta variabilità del numero di mutazioni riscontrabili nella struttura del DNA.

Queste alterazioni si verificano in tutti gli individui, con l’avanzare dell’età. Tuttavia, le sostanze cancerogene determinate dal fumo tendono ad accelerare ed incrementare questo processo naturale.

Attraverso questa importante ricerca – recentemente pubblicata su Nature – è emerso anche un altro importante aspetto; la quantità di mutazioni presenti nel DNA delle cellule degli ex fumatori è risultata quasi identica a quella rilevata nei non fumatori.

Ciò dimostra che l’epitelio bronchiale, dopo aver spento l’ultima sigaretta, può rigenerarsi e quindi ripristinare l’essenziale equilibrio tra le cellule sane e le cellule mutate.

Le cellule rimaste indenni alle mutazioni causate dall’aggressione della sigaretta, hanno la capacità di difendere il nostro organismo.

Danni polmonari: le ipotesi

Le neoplasie al polmone che colpiscono i fumatori hanno origine, nell’80-90% dei casi, da una di queste mutazioni.

Un elemento che supporta ulteriormente questa ipotesi è costituito dal fatto che tali mutazioni sono molto più numerose nei pazienti fumatori rispetto a quelle rilevate nei pazienti ammalati di tumore al polmone che non hanno mai fumato una sigaretta in vita loro.

La maggior parte delle mutazioni del DNA sono neutre, pertanto non risultano essere determinanti per quanto riguarda la formazione delle neoplasie polmonari.

Quelle che invece hanno la capacità di guidare la cellula verso la trasformazione neoplastica sono definite le mutazioni driver (nel tumore al polmone sono circa 20).

Esistono inoltre altri fattori che potrebbero comunque contribuire allo sviluppo della neoplasia polmonare, come: le infiammazioni croniche (rese ancora più aggressive dal fumo), le immunodeficienze e le infezioni.

La sigaretta lascia una traccia sul nostro DNA?

Questa ipotesi viene avvalorata dai dati ottenuti da molteplici studi epidemiologici.

Allontanarsi dalla nicotina, anche dopo diversi anni di uso continuo, aiuta a ridurre notevolmente la formazione di neoplasie maligne al polmone.

Pertanto stiamo parlando di un duplice beneficio, infatti “oltre a non accumulare danni ulteriori, quando decidiamo di smettere di fumare le nostre cellule sane prendono il sopravvento su quelle ormai compromesse, quindi più esposte alle neoplasie” (Samuel Janes, docente malattie dell’apparato respiratorio – University College London).


Questa sorta di effetto-scudo sembra rivolgersi direttamente a quelle cellule che presentano mutazioni del DNA.

Il meccanismo di riparazione messo in atto dal nostro organismo è in grado di mitigare la maggior parte delle malattie, sebbene non tutte.

Ecco perché è necessario sfruttare altri “alleati” capaci di abbassare le probabilità di sviluppo di quella che, ad oggi, viene considerata la neoplasia più diffusa al mondo, dopo tumore al seno e colon-retto.

Ma come possiamo smettere di fumare?

Smettere di fumare non è facile. Per alcuni individui spegnere l’ultima sigaretta risulta essere ancora più difficile che per altri.

Fortunatamente oggi esistono diversi approcci per smettere di fumare, come quello di ricorrere ad un centro antifumo.

Qui il fumatore viene aiutato da uno specialista che, raccogliendo tutti i dati necessari, potrà creare un programma specifico o un insieme di strategie atte a smettere di fumare.

Tra i metodi per smettere di fumare i fumatori potranno affidarsi alla terapia nicotinica sostitutiva, utilizzando cerotti, gomme, caramelle o inalatori.

Questi metodi per smettere di fumare sembrano funzionare nell’80% dei casi.

Esistono anche dei farmaci a base di vareniclina e bupropione – creati per tenere sotto controllo la voglia di fumare – e citisina; alcaloide di origine vegetale che contrasta la dipendenza da nicotina.

Alcuni fumatori scelgono di iniziare ad allontanarsi dalla nicotina utilizzando le sigarette elettroniche, tuttavia al momento non esiste uno studio che ne provi l’efficacia.

Smettere di fumare? Non è mai troppo tardi!

Prima si decide di smettere di fumare e meglio è.

Tuttavia diversi studi dimostrano che, a prescindere dal momento in cui si decide di spegnere l’ultima sigaretta, l’organismo umano riesce a rigenerarsi e a ridurre il rischio di cancro al polmone, anche se si decide di smettere di fumare dopo svariati anni.

Abbandonare il vizio del fumo produce effetti positivi sia a lungo termine che nell’immediato.

Infatti, anche un fumatore incallito che decide di smettere di fumare, per esempio, a circa 50 anni, dimezza le probabilità di decesso nei suoi prossimi 15 anni di vita.

Quindi, una volta raggiunti i 65 anni di età, tale individuo avrà le stesse probabilità di ammalarsi di una persona che non ha mai fumato in vita sua.

Smettendo di fumare anche in età avanzata, le eventuali diagnosi oncologiche – così come le malattie cardiovascolari – diminuiscono soprattutto grazie al miglioramento della circolazione sanguigna e dell’ossigenazione, essenziali per la salute di qualsiasi individuo, a prescindere dall’età.

una collezione di sigarette elettroniche

FABIO ROMANDI

Sono affascinato dal mondo delle sigarette elettroniche e di metodi alternativi al fumo tradizionale. Da anni ricerco e mi tengo informato sull’argomento e ci tengo a condividere questo sapere con gli altri tramite questo portale.

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