Sigaretta Elettronica: il Problema è nel Liquido

Ultimamente, alcune notizie provenienti dagli Stati uniti hanno messo in allarme gli svapatori italiani, ormai sempre più indecisi se continuare a svapare o riprendere a fumare.

Le notizie d’oltreoceano riguardano in particolare 5 morti collegate in maniera presumibile alla sigaretta elettronica e 450 casi probabili di pazienti affetti da malattie polmonari, sempre riconducibili allo svapo.

A questo, si aggiunge la recente accusa perpetrata dalla Food and Drug Administration nei confronti di una delle più note aziende produttrici di sigarette elettroniche all’interno della fascia di consumatori giovanili: la Juul.

L’accusa riguarda la promozione illegale di sigarette elettroniche, per le quali si sarebbe inviato un messaggio relativo all’innocuità di esse, considerato non veritiero dalla stessa Amministrazione.

A rendere ancora più confusi gli svapatori italiani sono anche i numerosi studi pubblicati sulla pericolosità o sull’innocuità della e-cig.

Questi, talvolta ne mettono in mostra i pericoli e altre volte ne sostengono, al contrario, la non pericolosità, generando molti leciti dubbi.

Cosa sostengono le ricerche condotte sulle sigarette elettroniche

In realtà, le ricerche non sono arrivate a dare una risposta definitiva sulla pericolosità o meno delle svapo.

Il solo fatto che siano discordanti, porta a pensare che la ricerca sia ancora in una fase embrionale e che abbia bisogno di dati più corposi per poter sostenere una teoria supportata da prove numerose e reali.

Il dato più certo rilevato è che, se usata nel modo corretto, una sigaretta elettronica riesce sicuramente a provocare meno danni rispetto al fumo di tabacco.

Questo dato è confermato dalla massima autorità britannica in tema di salute pubblica, la Public Health England, la quale ha rilevato che le sigarette tradizionali hanno una percentuale maggiore di pericolosità del 95%, rispetto a quelle elettroniche.

La maggiore pericolosità è dovuta alla combustione e alla presenza, nelle bionde, di catrame e gas tossici, non presenti nelle svapo.

A sostegno di questa tesi esiste anche una ricerca condotta nel 2017 e pubblicata sull’Annals of Internal Medicine, la quale conferma che la sostituzione della sigaretta elettronica a quella tradizionale, comporta una riduzione delle sostanze cancerogene nell’organismo umano molto significativa e nel giro di soli 6 mesi.

Perché allora negli USA si sono verificate 5 morti e 450 casi di malattie polmonari collegare alle sigarette elettroniche?

Sembrerebbe che i morti e i casi appena citati, siano collegabili non tanto allo svapo quanto all’uso di liquidi non autorizzati.

I fumatori di svapo che hanno manifestato problemi polmonari, hanno dichiarato, per la maggior parte dei casi, di ricaricare le sigarette elettroniche non con i liquidi suggeriti per queste, ma con altri contenenti uno dei principi attivi della marijuana, il più pericoloso, ovvero il THC.

Secondo il direttore ORL e Centro Antifumo Ospedale San Giovanni Bosco di Torino, Dott. Fabio Beatrice, la pericolosità legata alle sigarette elettroniche non sta nella modalità con cui i liquidi vengono inalati, ma nella natura di questi che, se contengono sostanze stupefacenti o non adatte all’uso, aumentano a dismisura i rischi legati alla loro inalazione.

La pratica di miscelare personalmente sostanze e liquidi da utilizzare con la sigaretta elettronica, negli USA è molto diffusa.

Ad oggi non esiste alcun tipo di segnalazione legata a problemi polmonari legati all’utilizzo di un dispositivo elettronico con liquidi alla nicotina e aromi prodotti per questa.

Il dato è confermato dal Ceo di una nota azienda italiana che si occupa della produzione di liquidi per dispositivi elettronici, la FlavourArt.

I prodotti realizzati da questi produttori, infatti, devono seguire le rigide norme della Good Manufactoring Practice e i produttori sono sottoposti a severi e continui controlli per attestarne il rispetto e per valutare la qualità dei prodotti.

La sigaretta elettronica fa male ai polmoni?

Nonostante questi studi, non possiamo dire di escludere totalmente il rischio legato all’inalazione del liquido presente nelle sigarette elettroniche.

Come si diceva in principio, gli studi ci sono ma non possono al momento dare una risposta certa, in quanto non si è potuto ancora valutare il rischio a lungo termine.

Una ricerca condotta dal Baylor College of Medicine sostiene per esempio che i vapori inalati con le e-cig possano in qualche modo compromettere i polmoni, ma le sperimentazioni sono state effettuate attualmente solo sui topi e non si è ancora passati alla fase successiva della rilevazione sull’uomo.

Per concludere, rimane la questione relativa alla possibilità che le e-cig possano risultare un valido aiuto nella lotta contro il fumo.

Anche in questo caso, i pareri sono molto contrastanti.

C’è chi sostiene che la sigaretta elettronica aiuti ad abbandonare il fumo da sigaretta, per poi eliminare qualsiasi tipo di inalazione, anche della stessa sigaretta elettronica, e c’è chi è convinto che sia solo un modo per passare a un altro vizio.

Probabilmente, in questo caso la verità sta nel mezzo, in quanto dipende molto dalla psicologia del soggetto che decide di passare alla sigaretta elettronica.

una collezione di sigarette elettroniche

FABIO ROMANDI

Sono affascinato dal mondo delle sigarette elettroniche e di metodi alternativi al fumo tradizionale. Da anni ricerco e mi tengo informato sull’argomento e ci tengo a condividere questo sapere con gli altri tramite questo portale.

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