Philip Morris: ecco la Nuova Sigaretta Senza Fumo che divide il pubblico

Le sigarette elettroniche sono riuscite a prendere il posto di buona parte di quelle tradizionali perché vengono considerate benefiche per la salute di chi le assume.

Questi oggetti non richiedono l’ausilio del fumo e dei suoi effetti nocivi, ma non perdono neanche quel sapore inebriante di tabacco.

Infatti, il loro principio di funzionamento si basa sull’uso di ricariche aromatiche, anche se tocca fare attenzione ai liquidi presenti al loro interno.

Sono proprio i liquidi a risultare molto pericolosi per la salute di chi li assume. Per tali ragioni, la Philip Morris è corsa ai ripari con la produzione dell’iQOS.

Si tratta di un moderno riscaldatore che prevede l’inserimento di vari stick di tabacco all’interno delle sigarette, senza alcuna ricarica.

L’azienda faraonica scende dunque in campo.

A pochi mesi dall’entrata in vigore del decreto legge 6/2016, soprannominato anche “decreto fumo”, si corre ai ripari.

La norma spiega quali sono le regole che i produttori e gli importatori del nuovo tabacco devono seguire prima di metterli in vendita.

Si tratta di una notifica da inviare ai ministeri della Salute e dell’Economia, che va coadiuvata da studi scientifici inerenti al livello di tossicità del prodotto.

Quindi, ci pensa il ministero della Salute a provvedere ad ogni verifica da parte degli appositi centri di ricerca, che devono analizzare eventuali rischi per la salute dei fruitori.

A questo punto, scopriamo insieme il principio di funzionamento dell’iQOS di Philip Morris.

Questa procedura è formata da una parte elettronica che riscalda il tabacco e un’altra stick, con al suo interno il filtro e il tabacco stesso lavorato.

Quest’ultimo evapora e non si brucia in maniera definitiva, riducendo al minimo l’impatto ambientale.

Secondo quanto dichiarato dal colosso, la salute potrà trarre notevole giovamento da un meccanismo così elaborato.

Al tempo stesso, gli esperti di settore sono in attesa di ulteriori chiarimenti prima di giungere a qualsiasi conclusione.

Tra questi, anche il direttore scientifico della Lega Italiana Antifumo e ordinario dell’Università di Catania, il professore Riccardo Polosa, vuole fare luce sulla situazione.

Ecco cosa afferma: “Le nuove sigarette a tabacco riscaldato già in vendita in Italia sembra che garantiscano una notevole riduzione per ciò che concerne l’emissione di sostanze nocive.

Si parla di un 90% in meno rispetto alle classiche sigarette.

Ad ogni modo, per ora sono disponibili solo i dati forniti dal produttore.

Inoltre, ciascuna sigaretta a tabacco fornisce dati specifici sotto l’aspetto tossicologico.

Ad esempio, altri tipi di prodotti che attualmente sono messi in vendita negli Stati Uniti offrono minori prestazioni in materia di sicurezza.

Si tratta di un particolare da tenere d’occhio con la massima attenzione”.

Lo scienziato ha anche aggiunto che diversi gruppi di ricerca dovrebbero effettuare verifiche più intensive riguardo alla sigaretta senza fumo.

Dopo aver sottolineato i numerosi studi applicati sulla classica sigaretta elettronica, con ricerche pubblicate a cadenza settimanale, c’è ancora tanto da sapere riguardo al tabacco riscaldato.

Le ricerche indipendenti a riguardo sono pressoché nulle e non si sa se questo prodotto offra un rischio ridotto rispetto al solito.

“Il produttore ha presentato un dossier incentrato sulla dimostrazione della riduzione dell’emissione di sostanze tossiche o cancerogene dalle sigarette a tabacco riscaldato, ma io voglio vedere dati clinici che possano scaturire da chi le utilizza in prima persona”, ha aggiunto il professor Polosa.

Dall’altra parte, c’è già chi boccia senza mezzi termini questo nuovo accorgimento tecnico.

Si tratta del dottor Silvano Gallus, proveniente dall’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri.

Anche lui sottolinea quanto tutti gli studi finora disponibili riguardo alla iQOS siano stati portati avanti da team collegati in maniera diretta alla Philip Morris, senza alcuna ricerca di natura indipendente.

“Fino ad oggi, abbiamo a nostra disposizione solo uno studio effettuato da colleghi giapponesi, servito per verificare la percentuale di consapevolezza e di utilizzo delle sigarette elettroniche e del tabacco riscaldato tra la popolazione locale.

Per quanto riguarda la tossicità, non sappiamo davvero nulla”.

Secondo il dottor Gallus, il vero problema dell’iQOS è “l’utilizzo del caro e vecchio tabacco, prodotto che in Italia causa circa 70 mila decessi evitabili ogni anno”.

Nonostante le sigarette senza combustione possano garantire alcuni effetti benefici e vengano universalmente considerate meno dannose di quelle classiche, il medico auspica a sua volta l’aiuto di studi scientifici a carattere indipendente, organizzati e pagati proprio dal ministero della Salute.

“È lecito chiedersi – aggiunge Gallus – se una diminuzione di elementi tossici rilasciati dall’iQOS coincida con una diminuzione dei rischi per la salute”.

Una correlazione del genere, finora, non è stata ancora dimostrata in maniera ufficiale.

Anzi, il dottor Gallus ritiene che l’inserimento di proposte senza alcuna combustione potrebbe essere persino dannoso nella lotta contro il vizio del fumo.

“Buona parte dei fumatori continuerà a fumare la sigaretta tradizionale insieme alle sigarette elettroniche e a quelle senza combustione, accettate dove la prima è considerata illegale”, conclude Gallus.

Dall’altra parte, l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha scelto di mantenere il massimo silenzio riguardo alla vicenda.

L’ufficio stampa dell’ente ha sottolineato quanto la novità sia troppo fresca, e che quindi una valutazione sia alquanto prematura.

“La ricerca si farà senza alcun dubbio, ma non abbiamo ricevuto ancora alcun incarico ufficiale”, sentenzia l’ISS.

Le opinioni discordanti non bloccano assolutamente la Philip Morris. Il colosso del tabacco vuole continuare ad investire su questa idea e far entrare in funzione uno stabilimento per produrre iQOS in quantità industriale, con l’ausilio di circa 600 dipendenti.

La struttura si trova nella provincia di Bologna ed è stata inaugurata dall’allora premier Mattero Renzi.

Le sigarette di ultima generazione sono già in vendita in Italia, nelle città di Milano, Torino, Bologna, Roma e Genova, oltre che in Giappone.

Nei prossimi mesi ne sapremo sicuramente di più, anche se lo Stato starebbe per introdurre una sorta di “sconto sui tabacchi da inalazione senza combustione”, pari a circa il 50% rispetto agli altri tabacchi disponibili.

Philip Morris non vede l’ora che un simile progetto diventi realtà, con la prospettiva di diffondere la sigaretta senza fumo a livello mondiale e con notevoli risultati auspicati.

una collezione di sigarette elettroniche

FABIO ROMANDI

Sono affascinato dal mondo delle sigarette elettroniche e di metodi alternativi al fumo tradizionale. Da anni ricerco e mi tengo informato sull’argomento e ci tengo a condividere questo sapere con gli altri tramite questo portale.

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